Birra Castello si scopre “green”: puro marketing o svolta sostenibile?

Birra Castello

Nelle calde serate d’agosto, la birra diventa protagonista di un vero e proprio rito da consumare in compagnia degli amici più fidati, tirando l’alba tra chiacchere e scherzi, in spiaggia attorno a un bel fuoco oppure sul terrazzo di casa. Castello si è presentata all’appuntamento con l’estate con un’immagine rinnovata e una nuova linea di prodotti, pubblicizzata con una campagna che ha sottolineato la nuova anima “green” della birra friulana. Ma si tratta di un’operazione di facciata o di una sincera svolta in direzione di una maggiore sostenibilità?

Punti cardine dell’annunciato cambio di rotta sono l’inedita attenzione alla provenienza delle materie prime e un rinnovato impegno per il taglio delle emissioni di anidride carbonica nel corso dell’intero ciclo produttivo. Nel concreto, questo si traduce in una decisa opzione per malto d’orzo proveniente dalle campagne italiane, ma anche – caso più unico che raro in Italia, almeno nel settore brassicolo – nell’indicazione in etichetta della “Carbon Footprint”.

La svolta è il frutto di un accordo stipulato con il Ministero dell’Ambiente, che vincola l’azienda a rigide politiche di trasparenza e sostenibilità. Obiettivo dichiarato è quello di costruire un nuovo concetto di “birra italiana”, a partire innanzitutto dalla tracciabilità dell’orzo, che è 100% italiano in due delle quattro tipologie di birra proposte dall’azienda friulana. Un impegno che da una parte si adegua alle ultime tendenze del mercato, che vedono i prodotti “green” in crescita costante, e dall’altra strizza l’occhio al sempre più solido panorama della birre artigianali.

Come abbiamo scritto su queste pagine nelle scorse settimane, infatti, non sono pochi i produttori artigianali che utilizzano malto d’orzo locale, se non addirittura autoprodotto, ponendo enfasi sul legame tra la loro birra e il territorio in cui viene prodotta. Castello ne segue in un certo senso l’esempio: non solo accorcia la filiera, ma ne fa motivo di distinzione rispetto ai principali competitor, evidenziando in etichetta le vantaggiose ricadute ambientali di questa scelta.

Coerente con questa impostazione anche la decisione, da parte dell’azienda friulana, di rivedere la ricetta delle proprie birre senza allinearsi – almeno per il momento – alla moda delle “radler” industriali, che hanno invaso negli ultimi mesi gli scaffali delle grande distribuzione. Al contrario, Castello pare aver preso a modello anche in questo caso il mondo della birra artigianale, scommettendo sul carattere “italiano” delle proprie birre e assegnando loro nomi in grado di descriverne la personalità: Amabile, Forte, Intensa e Delicata.

Dati alla mano, quella intrapresa da Castello sembrerebbe non essere dunque una semplice operazione di marketing. Cresciuto fino a diventare il terzo produttore italiano di birra, il gruppo di San Giorgio di Nogaro si trova ora nella necessità di consolidare la propria immagine e costruire un’identità di marchio distintiva. Così, non potendo far leva sulla propria storia – il gruppo è nato nel 1997 – come altri produttori industriali fanno, Castello si propone come un produttore di birra dall’anima “green” e anticipa la concorrenza su tematiche “calde” come quelle della sostenibilità.

Che questa sia o meno una carta vincente, saranno le lunghe notti d’agosto a dimostrarlo.

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Il ventenne che parla di mais e social network: intervista a Carlo Maria Recchia

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In questi giorni si parla molto di Carlo Maria Recchia, ventenne di successo noto alle cronache per aver recuperato una varietà rara di mais, il mais corvino, ricca di antiossidanti. Una sfida in difesa della biodiversità, ma anche un esempio positivo di agricoltura 2.0: Carlo ha da poco aperto un’azienda e la promuove anche per mezzo dei social network. Lo abbiamo intervistato per saperne di più sul modo di utilizzare la rete per dare nuova vita a un’attività vecchia come il mondo, oggi in pieno ritorno di immagine anche grazie alle nuove tecnologie.

Ci racconti la tua storia?

Ho iniziato a coltivare mais nero a 16 anni. Durante una ricerca delle antiche varietà di mais, scoprii questa varietà e in particolare la sua speciale caratteristica, ovvero la presenza di flavonoidi e beta carotene nei suoi pigmenti. È stato allora che ho deciso di aprire un azienda: ho preso in affitto 3 mila mq di terreno, da cui ho ricavato le prime 1000 confezioni di farina e alcuni litri di nettare di mais, una bevanda analcolica estratta dai pigmenti del mais Corvino. Il mercato ha risposto bene e ho deciso di triplicare la superficie e aumentare i prodotti offerti.

Per promuovere la tua attività stai usando anche i social network. In che modo?  

Utilizzo tutti i social in voga per promuovere la mia pagina, trovare contatti e clienti. Ho un profilo Facebook sotto il nome Carlo Maria Recchia, la pagina CMR mais corvino, il profilo Twitter @CmRecchia e il profilo Instagram Istacarlo. Un’azienda che vuole allargare le sue conoscenze ed essere competitiva non può fare a meno dell’utilizzo di questi strumenti di comunicazione. I social ti permettono di condividere foto, filmati, articoli, interviste e aggiornamenti in tempo reale, coinvolgendo molte persone a costo zero.

Come diversifichi la tua presenza sui diversi profili social?

Su Facebook pubblico tutti gli articoli sulla mia azienda e gli eventi a cui partecipo, invece su Twitter posto brevi tweet o foto con brevi didascalie per farmi conoscere anche dalle istituzioni.

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Oggi per fare agricoltura è indispensabile fare rete. Hai stretto rapporti con altri agricoltori, nella vita reale o online?

Al giorno d’oggi è indispensabile far rete tra agricoltori, ma anche con il livello successivo della filiera in modo al fine di ridurre i costi di produzione e sviluppare nuove idee. Oggi produco gallette di riso e mais in collaborazione con un amico di Pavia, coltivatore di riso, e sto avviando una collaborazione con un produttore di orzo che sta per aprire un locale dove mettere in vendita birre di produzione locale. I social aiutano a prendere i contatti, ma preferisco prendere accordi di persona. Cerco di instaurare un legame che vada la di là dell’ambito lavorativo, per collaborare in sintonia e nel rispetto della persona e del lavoro.

Progetti per il futuro?

A breve avrò un sito internet… Non l’ho ancora fatto perché fino ad ora ho lavorato per farmi conoscere sui social… e così è stato! Sono molto contento di quello che sto facendo e spero che questo possa essere davvero il mio futuro.  

 

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Il pack che scompare, il supermercato senza confezioni e altri materiali green

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A Berlino due giovani ragazze stanno per aprire Original Unverpackt, un supermercato senza l’uso degli imballaggi ma solo di contenitori portati dai clienti.
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Ma che fine faranno i pack di vecchia concezione? Negli ultimi anni stanno aumentando gli investimenti in ricerca per creare nuovi materiali ecologici in linea con la cosidetta Biomimicry, ovvero l’innovazione ispirata alla natura.
In Svezia, terra che ha dato i natali al contenitore Tetra Pak, l’Istituto di ricerca Innventia ha di recente presentato un nuovo materiale ecologico per l’utilizzo e la conservazione degli alimenti. Partendo dalla cellulosa, modificandone la struttura molecolare e rivestendola con una cera disciolta ad elevata pressione e temperatura, sono riusciti ad ottenere un materiale superidrofobico, in grado di respingere perfino l’olio.
Grazie alla collaborazione con lo studio di design Tomorrow Machine, si è arrivati a un risultato sorprendente: delle stoviglie autopulenti che non necessitano l’utilizzo di detersivi né di acqua. Il risultato? Quando hai finito di mangiare, basta ribaltare la piastra sul cestino e tutti i residui di cibo scivoleranno in modo semplice e veloce.
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Un altro progetto interessante – sempre dello stesso studio – è il brik futuristico che dura quanto i cibi in esso contenuti. Un nuovo concetto di utilizzo del pack: nessun tipo di rifiuto da riciclare e il vantaggio di non accumulare rifiuti in casa.
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Un altro materiale innovativo, questa volta tessile, è il MYX©: un tessuto isolante ottenuto dalla coltivazione di fibre vegetali e il micelio dei funghi (apparato vegetativo del fungo formato da un intreccio fibroso). Il designer Jonas Edvard Nielsen ha pensato di realizzare oggetti di design, come per esempio la lampada coltivata in 3 settimane, sfruttando la naturale spontaneità di crescita del materiale.
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Il giovanissimo designer Nikolaj Steenfatt ha invece creato “Impasto”: la fibra naturale biodegradabile fatta di avanzi di caffè, segatura e colle animali. Mescolati insieme a dei pigmenti formano un impasto omogeneo, che viene pressato e modellato per realizzare elementi di arredo. Oltre a essere ecologico, ogni oggetto conserva le peculiarità dovute al tipo di impasto ottenuto e mostra l’aspetto di un prodotto fatto a mano.
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La strategia fa acqua: un caso di Green Marketing non dimostrato

Scritta

Sull’etichetta della bottiglia Acque Minerali Pian della Mussa c’è un invito per nulla scontato: “Quest’acqua sgorga da una sorgente d’alta montagna, ma se vuoi salvaguardare l’ambiente cerca di bere quella del rubinetto”.

Fino a oggi, tra i player del mercato delle acque minerali solo Coop ha sostenuto apertamente il consumo di acqua da rete idrica, mentre le altre marche dichiarano il proprio impegno ambientale (a volte anche in modo controproducente) facendo leva per lo più su operazioni relative alla compensazione di emissioni di CO2 oppure su interventi riguardanti il materiale delle bottiglie (in tutto o in parte plastica riciclata o con una ridotta quantità di plastica).

Green_bottiglie

Per questo il caso delle Acque Pian della Mussa sembra eccezionale. Sul packaging il messaggio ambientalista non si esaurisce con l’affermazione principale: il consumatore è infatti invitato a separare l’etichetta in carta prima di differenziare la bottiglia. Si dichiara poi che la bottiglia è composta per il 30% da plastica riciclata e, infine, l’etichetta riporta il marchio FSC (a cui però manca il necessario numero di rilascio della certificazione).

Etichetta

La visita al sito web rivela un’azienda con propensione verso la sostenibilità. Si definisce “100% Made in Italy” – specificando che “tutti i materiali impiegati nel ciclo produttivo sono forniti da aziende italiane e si avvale di manodopera locale” – ma anche “radicata nel territorio e attenta all’ambiente montano nel cui opera”.

Se da un lato lo spirito delle affermazioni sembra sincero, dall’altra nella sezione “Ambiente” del sito le dichiarazioni si fanno generiche, non supportate da dati precisi o certificazioni come sarebbe lecito aspettarsi da un impegno autentico.

Per fare un esempio, si dichiara che “L’energia elettrica utilizzata nello stabilimento di acqua Pian della Mussa per l’imbottigliamento proviene da fonti pulite e rinnovabili”, ma non troviamo un documento che lo attesti (come questo ad esempio). Per la sanificazione impianti si vanta l’assenza di sostanze di tipo chimico: ma sarebbe utile un confronto con le procedure in uso. Sicuramente l’impresa di Balme (Torino a oltre 1.400 slm) si è impegnata rivestendo i magazzini in legno per diminuire la dispersione di calore (le foto lo dimostrano), ma alla presa di posizione “No al riscaldamento con combustibili fossili” segue un testo che parla di “taglio” di tali fonti energetiche senza specificarne la percentuale né un eventuale obiettivo.

Insomma, anima ambientalista verace o ingenuo greenwashing? Per il consumatore senza ulteriori prove, il giudizio resta sospeso. L’ipotesi più plausibile è che manchi una strategia di green marketing capace di inquadrare le dichiarazioni in un preciso contesto d’azione, che riveli la rete virtuosa all’interno della quale l’azienda si vuol muovere, che fissi obiettivi di miglioramento raggiungibili. Perché la sostenibilità è una materia complessa e sempre in divenire.

 

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Social e progetti etici: la strategia green del brand Essent’ial

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Dopo la nostra intervista a Albano Ghizzoni sulle scelte green del marchio emiliano Essent’ial, torniamo a parlare con lui di comunicazione sostenibile. In particolare vogliamo saperne di più degli strumenti messi in campo da questo giovane brand per far conoscere i propri prodotti e valori.

Da quanto tempo la vostra azienda è sul web e quali riscontri avete ottenuto?
La nostra azienda è presente sul web sin da subito. Da qualche mese abbiamo voluto ottimizzare l’immagine del sito rendendola più vicina ai nostri valori e abbiamo iniziato a dialogare attivamente con i nostri amici sui canali social.
Ogni giorno i nostri follower su Twitter, Pinterest e Facebook aumentano. Si sta creando un mondo attorno ad Essent’ial che al di là degli scopi commerciali ci interessa proprio per capire la realtà in cui viviamo e stimolare un dialogo sui temi a noi cari dell’ecologia, del design e della sostenibilità.

Quali strumenti ritenete più adatti per promuovere il vostro brand?
Lo strumento per noi più adatto è il passaparola. Clienti soddisfatti che condividono il loro apprezzamento. Ci pare un modo vero e non artificioso per esprimere al meglio chi siamo. Per questo crediamo molto nelle fiere di settore e nel web.

Ultimamente la grande designer Paola Navone ha realizzato degli articoli firmati Essent’ial. Com’è nata questa collaborazione, connubio di creatività fantasiosa ed ecologia?
Paola Navone è una figura d’eccellenza del design italiano ma è anche una persona schietta, un’artista capace di essere anche artigiana. Il suo stile è al contempo semplice e raffinato, attento all’armonia e all’ambiente. Incontrarla e poter collaborare con lei è stupendo. Paola Navone è una persona di grande ispirazione e condividiamo con lei valori e spirito di ricerca. Le sue textures e le sue linee arricchiscono il nostro prodotto, lo trasformano, lo rinnovano rispettando pienamente la natura stessa di Essent’ial.

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Dal punto di vista etico, altra importante collaborazione è nata con K Lab, un laboratorio creativo di ragazzi diversamente abili. Ci puoi spiegare meglio il progetto?
K-LAB è un laboratorio diversamente creativo di ragazzi con disabilità gravi. Sono persone incredibili che riescono a comunicare solo grazie all’uso di speciali tastiere. Le loro parole, le loro idee diventano poesie che toccano le corde del cuore. Scrivere per loro richiede tanto sforzo, davvero tanto e le parole che escono sono parole dense, profonde… vere. Abbiamo deciso di collaborare con loro sostenendo questo progetto che dà dignità e futuro a questi meravigliosi ragazzi. Ne è nata una linea di prodotti che sta riscuotendo un grandissimo successo.

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Ma i birrifici agricoli sanno di essere “green”? 3 casi studio

Birra

Materie prime autoprodotte, filiera cortissima e, in molti casi, autosufficienza energetica. I birrifici agricoli per loro stessa natura sono aziende autenticamente “green”… ma ne sono consapevoli? Intravedono in questa loro caratteristica un potenziale valore aggiunto agli occhi del consumatore? E soprattutto: si sforzano di valorizzarla attraverso opportune strategie di comunicazione?

AgriBirrificio La MorosinaLa provenienza al 100% locale delle materie prime è un vanto che l’AgriBirrificio La Morosina di Morimondo (Milano) esibisce, esaltando il legame con il territorio a garanzia di un prodotto unico nel suo genere e di elevata qualità, non diversamente da quanto di solito avviene per i vini. Questo birrificio non si limita a coltivare l’orzo, ma produce da sé anche una varietà autoctona di luppolo: tutte informazioni riportate con chiarezza sia sul sito internet aziendale che sull’etichetta delle sue birre, distribuite non a caso con marchio “Ticinensis”.

Birra GjuliaDal settore vitivinicolo – e nemmeno questo è un caso – provengano i fratelli Marco e Massimo Zorzettig, proprietari del birrificio Birra Gjulia di Cividale del Friuli (Udine) che punta sull’identificazione tra prodotto e territorio, a partire dal nome, dal claim in evidenza sulla home page del sito – “Dal nostro orzo… le nostre birre” – e dalla scelta di produrre una birra 100% biologica chiamata “Nostrana”. Si aggiungano l’utilizzo dell’acqua di una sorgente locale e la totale autosufficienza energetica, informazioni che dal sito si ricavano con difficoltà e che in etichetta non compaiono. Gli aspetti green non sembrano essere il fulcro della strategia di comunicazione del birrificio: Birra Gjulia mostra di aver individuato nella sostenibilità un potenziale motivo di appeal nei confronti dei consumatori, ma non persegue con convinzione questa strada.

Birra BaladinPer certi aspetti analogo è il caso del Baladin di Piozzo (Cuneo), fondato nel 1996 e convertito in birrificio agricolo un paio d’anni fa con l’acquisizione di alcuni terreni per la produzione di orzo e luppolo. Anche per Baladin gli argomenti green ci sarebbero, ma sul sito non hanno grande visibilità: bisogna spulciare tra le pagine per trovare la dicitura “birrificio agricolo” e scoprire che l’azienda produce in loco l’energia necessaria al funzionamento degli impianti, che adotta processi a basso impatto ambientale e che persino i tappi di sughero vengono recuperati. Anche in etichetta le informazioni scarseggiano: fa eccezione solo la “Nazionale”, prima birra prodotta esclusivamente con materie prime italiane.

Alla luce di tutto questo, appare evidente che non tutti i birrifici agricoli abbiano scelto, almeno per il momento, di fare della propria matrice green l’elemento principale delle proprie strategie di autovalorizzazione. La natura ecosostenibile dei processi produttivi sembra essere inquadrata come un aspetto potenzialmente interessante per attirare nicchie di mercato, ma non è percepita come un vero e proprio valore aggiunto. Questa tendenza si affievolisce in maniera vistosa solo nei casi in cui il richiamo a un ridotto impatto ambientale viene associato al legame stretto tra la birra e il territorio in cui è prodotta.

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I mercatini dell’estate: la top list di Ecopiteco

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L’estate è alle porte e i mercatini raggiungono il culmine della stagione. Per i prossimi weekend lasciatevi consigliare alcuni appuntamenti in tutto il centro-nord, da Ferrara a Latina.

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31 Maggio e 1 Giugno – 7/8 Giugno – 14/15 Giugno – 21/22 Giugno
MercatoMonti
Roma

Ideato nel 2009 da Ornella Cicchetti, MercatoMonti è oggi riconosciuto come una della più vivaci e coinvolgenti realtà creative della città di Roma.
Inserito nella suggestiva atmosfera di Rione Monti, a pochi passi dal Colosseo, dove avanguardia e tradizione si fondono dando vita al melting pot più interessante della capitale, MercatoMonti ha luogo tutti i sabati e le domeniche del mese presso la Sala Congressi dell’Hotel Palatino, offrendo la migliore selezione di abbigliamento disegnato da giovani stilisti, produzioni indipendenti e vintage, accessori, creazioni degli artigiani, modernariato, oggetti da collezione, libri, illustrazioni e curiosità di ogni genere.
MercatoMonti è un appuntamento immancabile della scena creativa romana, un pomeriggio di shopping alternativo, una passeggiata inconsueta, un momento prezioso dedicato alla cultura e alla creatività, capace di regalare uno sguardo ultra contemporaneo sulla città di Roma.

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1 Giugno 2014
Handmade Festival
Guastalla (RE)
Campagna, musica live e buon cibo: Handmade Festival è nato nel 2007 dalla voglia di passare una giornata tra amici ad ascoltare qualche gruppo live, magari gustando una bella grigliata al TheCleb. Con gli anni questa manifestazione della Bassa reggiana è cresciuta e si è trasferita in una location più capiente e con maggiori garanzie di sicurezza (vista la grande affluenza): uno splendido parco, poco distante dal TheCLeb, a Tagliata di Guastalla (RE) in via Bonazza, 55.

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Dal 5 all’8 Giugno 2014
Artisti in Piazza – International Buskers Festival
Pennabilli (RN)
Dalla prima edizione del ‘97, Artisti in Piazza è diventata una delle manifestazioni più importanti del settore in Italia. Oltre 50 compagnie internazionali, per un totale di più di 200 artisti e 400 repliche di spettacolo; migliaia di spettatori in arrivo da tutta Europa (circa 40.000 presenze ogni edizione).
Un mercatino artigianale di meraviglie “solite e insolite”, vere chicche prodotte da artigiani al lavoro che danno prova di una maestria d’altri tempi. Una particolare attenzione è dedicata anche all’ecologia e al recupero dei materiali riciclabili come lattine, ferro, carta e vetro che, grazie alle mani di una mente creativa, possono iniziare una seconda vita. Ma non solo: è possibile assistere alla paziente esecuzione di pizzi, merletti e ricami, alla rilegatura di libri e pregiati articoli di cartoleria, alle lavorazioni del rame, del ferro battuto e dell’oreficeria, terrecotte locali e ceramiche Raku tipiche della corte imperiale giapponese, o ancora del bambù, sughero, vimini, tessuti e molti altri materiali. In tema con l’atmosfera della festa sono le romantiche bambole, i simpatici e variopinti burattini in spugna, le maschere in cuoio e cartapesta. Per saperne di più, clicca qui.

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Dal 12 al 15 Giugno
Totem Arti Festival
Pontelagoscuro (FE)

A Pontelagoscuro, borgo alle porte di Ferrara, nasce TOTEM FESTIVAL, un magnetico punto di intersezione tra persone e sperimentazione visiva, teatrale e musicale. Sulla sponda del fiume Po, il Parco Tito Salomoni unisce le realtà attive del Teatro Julio Cortazar e del Patchanka Music Pub.
Una strada chiusa al traffico, oasi vegetale in cui nutrire occhi e orecchie, trascorrere il proprio tempo ritagliandosi uno spazio per fruire musica, performance urbane, spettacoli di teatro, danza, sotto un albero riparati dal sole o sul marciapiede a guardare la luna.
Anche in questa seconda edizione TOTEM dedica uno spazio alle Autoproduzioni. Sabato 14 e domenica 15 giugno 2014 dalle ore 14,00 alle ore 23,00 presso il Parco Tito Salomoni adiacente al Teatro Cortazar saranno presenti 12 artigiani che esporranno Opere del Libero Ingegno. Giovani e famiglie possono trovare un fertile terreno di aggregazione e immersi nello spirito ecologico di TOTEM festival.

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22 Giugno
Picnic Festival
Reggio Emilia (RE)
Dalle 10 alle 19 al Parco “Le Caprette” di Reggio Emilia si svolge la settima edizione del Picnic! Festival. Una buona occasione per trascorrere una giornata in mezzo al verde in compagnia di fumettisti e illustratori che disegnano per il pubblico.
Il Picnic! Festival nasce dal desiderio di creare occasioni non convenzionali per promuovere il fumetto e l’illustrazione professionale. All’interno del festival è presente FUORIFOGLIO, uno spazio dedicato all’handmade e alle creazioni di giovani designer e artigiani. Fuorifoglio è stato pensato per far uscire l’illustrazione dal suo supporto più ovvio, ovvero il libro, per mostrare come essa possa essere trasformata in modo originale in elemento da indossare e da mostrare.

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28 Giugno
Va per strada – Festival delle arti di strada
Varese (VA)
Il “Va per strada”, Festival delle arti di strada giunto alla sua seconda edizione, sbarcherà anche quest’anno a Varese, invadendo di colori e allegria tutto il centro (piazza Monte Grappa, corso Matteotti, piazza Podestà, piazza Carducci, via Marconi, piazza Marsala e piazza Battistero). Artisti provenienti da diverse parti della Lombardia e d’Italia animeranno le strade e le piazze della città. Potrete partecipare a laboratori gratuiti, che spazieranno dalla giocoleria all’equilibrismo, dal contact all’acrobatica aerea, dalla clownery al parkour, dalle percussioni alla danza afro, dallo skate al monociclo, dall’hip hop alla pizzica e tanto altro.
Il Festival “Va per strada” sarà un luogo dove poter reinventare il proprio territorio a misura di ciascuno, riqualificando e animando la città secondo modelli e strategie di sviluppo innovativi, legati anche alla sostenibilità ambientale e al turismo etico e responsabile.

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21/28 Giugno – 19/26 Luglio – 23 Agosto
Il Mercantile
Porticciolo Marina di Cala de’ Medici e Castiglioncello (LI)
Il Mercantile, mercato itinerante del design handmade e del baratto, apre le porte alla stagione estiva organizzando delle giornate dedicate al market design con una ricca selezione di artigiani. Musica, cibo, sole e mare faranno da cornice a questi appuntamenti davvero magici per location e livello creativo.

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12/13/14 Luglio
Creature Festival
Lodi (LO)

Giunto ormai alla sua settima edizione, il Creature Festival si terrà a Lodi presso il parco Belgiardino, stupenda oasi verde che si sviluppa sulle rive dell’Adda, all’interno del Parco Adda Sud.
Grazie alla presenza di numerosi banchetti potrete acquistare autoproduzioni di ogni tipo e donare anche un contributo alle varie associazioni no profit presenti.

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19 Luglio
Festival Pontino degli artisti di strada
Pontinia (LT)
Il Mercatino Pontino dell’Artigianato accompagnerà anche quest’anno il Festival Pontino degli Artisti di Strada – giunto alla terza edizione – e si svolgerà nella serata del 19 luglio a partire dalle ore 20.00, a Pontinia (LT). Saranno presenti pittori, scultori, falegnami, sarti, liutai e tante altre tipologie di artisti che realizzano personalmente i propri manufatti.

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Essent’ial: un giovane brand green dalle grandi idee di design

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Nell’universo del design innovativo, il legame tra l’uomo e l’ambiente si concentra sempre di più sulla sostenibilità, dalla ricerca dei materiali all’approccio etico della produzione. Piccole aziende italiane ne hanno fatto il loro punto di forza costruendo negli anni soluzioni alternative per l’arredamento di case e nuovi spazi. Un esempio è di certo Essent’ial, azienda emiliana sempre in crescita da quando è nata. Abbiamo intervistato Albano Ghizzoni per approfondire la fioritura del loro modello di design, fatto di concretezza, passione e voglia di costruire un futuro tutto green.

Cos’è Essent’ial?
Essent’ial è anzitutto un modo di pensare e vivere il design nel rispetto dell’ambiente.
Si compone di diverse linee di accessori per la casa, l’ufficio e il tempo libero ispirati da linee semplici capaci di coniugare solidità, bellezza e praticità di utilizzo.

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Ogni storia ha un inizio. La vostra come è iniziata?
Essent’ial nasce quasi per caso durante una cena. Dal 1999 sono socio di AGC, una tipografia di Carpi specializzata in labelling. Ho iniziato ad immaginare i primi prodotti di Essent’ial tra un bicchiere di Salamino di Santa Croce e le chiacchiere con un amico fornitore. Il quesito era: come utilizzare le rimanenze di magazzino e quali gli usi creativi della carta. Obiettivo il ritorno a forme e funzioni essenziali. Essent’ial nasce così: forme elementari nate dal recupero. E dal giorno dopo alle chiacchere sono seguiti i fatti. Da materiali di carta riciclata si è passati poi ai materiali tecnici come la fibra di cellulosa.

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Qual è il vostro impegno verso l’ambiente. Perché è così importante per voi?
Crediamo che qualsiasi cosa si faccia oggi, questa debba essere fatta con attenzione per l’ambiente e nel rispetto delle persone. Crediamo nel prenderci cura dell’ambiente perché significa prenderci cura di noi stessi e delle persone che amiamo. Le certificazioni non sono per noi una bandiera da sventolare, ma un impegno assunto con i nostri clienti, i nostri collaboratori e con il mondo intero.
Il nostro stile è quindi coerente con questi valori: per questo Essent’ial piace sia in Italia che nei mercati esteri.

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Come avviene il processo di selezione dei materiale che utilizzate?
Cerchiamo di reinventare quello che è a nostra disposizione, che può rappresentare una ricchezza anche se potrebbe apparire uno scarto. Carta, bottiglie di plastica, stracci, addirittura la gomma che va sostituita periodicamente negli impianti di stampa diventano materie prime che plasmiamo dando ad esse nuova vita.
La ricerca è la nostra forza.

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Qual è il vostro target di riferimento?
I nostri prodotti possono essere utilizzati da tutti. Zaini, borse, tovagliette e accessori per la cucina, trousse, quaderni, portafogli, poltrone e a breve anche abbigliamento…
Quello che possiamo dire è che se all’inizio l’ecodesign sembrava appannaggio di pochi cultori del settore oggi viene capito e amato da un pubblico più ampio, attento ed informato.

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Essent’ial ha creato importanti sinergie con l’economia del territorio. Ci potete spiegare meglio in che modo?
Produciamo solo con materiali Made in Italy, selezioniamo Aziende e professionisti che possano garantire alta qualità, trasparenza dei processi produttivi e rispetto per chi lavora. Essent’ial ha radici profonde nel territorio emiliano, cerchiamo di non sprecare benzina inutilmente. Ricerchiamo risorse nell’area di Carpi, Reggio Emilia e Bologna. Questo per noi significa valorizzare la terra in cui viviamo, creare ricchezza e nuove opportunità.

Quale risposta avete ottenuto dal mercato fino ad ora?
Essent’ial è divenuto un Brand conosciuto a livello italiano ma anche all’estero. Siamo presenti in importanti concept store da Jannelli&Volpi, Cargo Hith Tech e Rinascente a Milano per citarne alcuni in Italia, mentre all’estero da Merci a Parigi al Moma a New York. I nostri prodotti sono richiesti per set fotografici, allestimenti di studi televisivi, ristoranti, etc. Alcune aziende stanno cercando di imitarci creando linee simili alle nostre. Se da un lato la cosa non fa piacere dall’altro ci fa onore. Si imitano i migliori, no?

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Il nuovo spot della Croce Rossa: avvincente anche senza adrenalina

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Diventare volontari ha una serie di vantaggi collaterali: durante i turni di servizio può succedere di tutto, anche farsi degli amici o incontrare l’amore della propria vita. Lo sanno bene i creatori dello spot “In più ci sei tu” della Croce Rossa Italiana (qui in versione integrale), che tratteggiano la vita quotidiana dei volontari non solo nelle azioni di soccorso. Tra un’emergenza e l’altra, infatti, c’è spazio per gonfiare palloncini, giocare con le costruzioni, avanzare una proposta di matrimonio, fare i fighi o preparare una cena per i colleghi.

Troppo frivolo? Tutt’altro. Per attirare nuovi volontari, la strada giusta è mettere in luce tutti i lati positivi di una scelta impegnativa in termini di tempo ed energia. Molti giovani imboccano la strada del volontariato d’emergenza per naturali motivazioni personali, come avere una vita sociale più ricca, inserirsi in un nuovo gruppo, affrontare nuove sfide. Penso ad esempio alle emozioni forti dei soccorritori di Pescara, che prestano soccorso lungo la Riviera cavalcando un Quad. O alle soddisfazioni di Alice del Gruppo di Rovereto, che insegna ai bambini a non aver paura dell’ambulanza.

Per raccontare i valori (coraggio, romanticismo, vera bellezza e altro ancora), lo spot li trasferisce nella giornata media di un volontario. Ma lo fa con una piacevole ironia, un tono sobrio e tutt’altro che eroico, senza la retorica dell’adrenalina da serie televisiva e senza la paura di mostrare il lato edonistico di una missione umanitaria.

Insomma, complimenti agli ideatori dello spot. Se vi hanno (abbiamo) convinto, contattate la sede più vicina a voi.

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Fotografia Europea in via Roma: una mostra partecipata (con lo zampino di Ecopiteco)

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Via Roma di Reggio Emilia: zona difficile o quartiere cool? La risposta potrebbe arrivare proprio il prossimo weekend (dal 2 al 4 maggio), quando la via del centro storico diventerà uno dei punti nevralgici del Circuito OFF di Fotografia Europea 2014.

Via Roma si prepara a mostrare la sua natura di via dinamica e interculturale, terreno fertile per la nascita di innovazioni e interazioni costruttive. Con il progetto “La mia foto è la tua foto” – coordinato da Ghirba Biosteria e curato da alcuni degli autori di Ecopiteco diventerà uno spazio espositivo a tutto campo, dove passeggiare tra mostre fotografiche, installazioni, performance e offerte gastronomiche.

Il progetto coinvolge abitanti, artisti, commercianti e professionisti accomunati dalla passione per la via più “pop” del centro storico reggiano. I visitatori potranno entrare in casa di sconosciuti, sbirciare dentro i cortili, chiacchierare con i negozianti, o gustarsi una performance bevendo un bicchiere di lambrusco in biosteria.

E proprio lo scambio e l’interattività con i visitatori sarà l’anima della manifestazione, che prevede anche un contest fotografico promosso da Instagram, community digitale presente con un proprio punto informativo dove i partecipanti riceveranno subito un premio. Per respirare l’autentica atmosfera di via Roma, vi consigliamo invece di scaricare l’Audioguida di quartiere (gratis su App Store e Google Play dal 2 maggio): le voci delle persone che animano la strada vi aiuteranno a viverla, per un giorno, da abitanti.

Qui potete scaricare il programma e il calendario dei numerosi eventi, tra i quali segnaliamo gli aperitivi nei cortili (venerdì e sabato), la musica elettronica di Sarco (venerdì ore 23) e il concerto degli Empatee du Weiss (sabato ore 21). La domenica sarà possibile gustare il dj set di radio Rumore dalle 12.00, sottofondo sonoro del brunch che si terrà presso la biosteria Ghirba.

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